Convertire il cinema Metropolitan

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(chiuso il 9 dicembre 2010) di via del Corso di Roma in un centro commerciale è un fatto gravissimo.
È giusto, quindi, continuare l’azione civile portata avanti dal comitato SOS Sale Cinematografiche di Roma (Italia Nostra Roma è capofila, Diari di Cineclub aderisce) per la tutela delle sale storiche. Risulta invece difficile esprimere solidarietà a chi, partendo dall’attivismo politico legato ai centri sociali, finisce per fare impresa. Parliamo di realtà che oggi riescono a gestire l’ex cinema Induno (ora Sala Troisi) e a organizzare molteplici arene estive, dimostrando una notevole capacità di attrarre ingenti fondi pubblici — circa 550.000 euro tra Regione e Comune, con annesse polemiche perché i fondi sono erogati senza gara e distribuiti indistintamente sia da amministrazioni di destra che di sinistra — forti anche del sostegno di numerose personalità del mondo dello spettacolo. Una parabola che non convince, per non parlare poi della concorrenza sleale nei confronti degli storici esercenti romani, costretti a gestire i costi fissi delle proprie sale contando quasi esclusivamente sulle proprie forze.
A questi stanziamenti locali si aggiungono, infatti, i contributi selettivi che la Fondazione Piccolo America riceve regolarmente dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo (DGCA) del Ministero della Cultura per lo sviluppo della cultura cinematografica. Finanziamenti ministeriali che, per l'organizzazione del festival diffuso "Il Cinema in Piazza" (nelle arene di San Cosimato, Cervelletta e Monte Ciocci), vanno a integrare un budget complessivo stimato intorno ai 600.000 euro annuali, affiancandosi agli sponsor privati e ai già citati fondi territoriali.

Diari di Cineclub
 
 
 
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