Cultura cinematografica e associazionismo

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in affanno dopo due anni dall’entrata in vigore della Legge Cinema e Audiovisivo.
L’anno che verrà…
È l’articolo a firma di Marco Asunis, presidente della storica associazione nazionale di cultura cinematografica FICC Federazione Italiana dei Circoli del Cinema nata nel 1947, che aprirà Diari di Cineclub in uscita il 2 gennaio. 
E’ finito anche il 2018. Sulla base delle confuse e nuove penalizzanti disposizioni ministeriali che stannodanneggiando la promozione cinematografica nel paese, si è appena concluso un complesso iter procedurale che ha praticamente fatto coincidere la presentazione del bilancio preventivo con quello del consuntivo dell’attività dell’associazionismo culturale del 2017 (sic!). Ma ancora di questo non si ha nessuna certezza del finanziamento. Con il 2018 ormai quasi alle nostre spalle, non c’è ancora sentore del bando e del decreto che dovrebbero indirizzare le associazioni nazionali di cultura cinematografica sulla programmazione da fare, quando in realtà programmi e progetti sono belli che già realizzati. La legge si è manifestata per quella che effettivamente è: un mezzo pasticcio! Essa è costruita attraverso una miriade di richiami a decreti attuativi non sempre chiari e definiti, causa prima degli ingiustificati ritardi e molteplici rinvii. A Diari di Cineclub questa legge non è mai piaciuta e si è battuta fino alla fine per farla cambiare. Rispetto a tutto ciò, cosa fanno le Associazioni e più in generale il mondo della cultura cinematografica? E cosa pensa di questa situazione il nuovo Ministro Alberto Bonisoli, posto che le inconcludenze degli uffici ministeriali e gli effetti devastanti della stessa legge appartengono ora alla sua diretta responsabilità politica? Ci piacerebbe per davvero sentire la sua voce su tutto questo.
 
Nella foto: Amanti perduti - Les Enfants du paradis – (I ragazzi del paradiso", è un'espressione che significa "quelli del loggione") (1945) di Marcel Carné
 
 
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