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Se ti piace il cinema, in particolare quello corto, libero, autoprodotto e in genere ami l'arte, la pittura, la fotografia, la poesia, il teatro, la recitazione ecc.. vuol dire che sei dei nostri.

Puoi collaborare partecipando alla realizzazione dei corti dei nostri soci, alla lettura e scrittura dei soggetti e sceneggiature. Puoi mandarci tuoi articoli, interviste saggi, tesi di laurea da pubblicare sul sito. Puoi mandare tuoi cv per volontaria/o in staff in uno dei nostri festival come Valdarno Cinema o SardiniaFilmFestival.

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La Fedic

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Fedic (Federazione Italiana Cineclub) www.fedic.it

E’ una delle nove Associazioni riconosciute dal Dipartimento dello Spettacolo, l'unica che si occupa, oltre che della visione, anche della produzione cinematografica e videografica.

Riprendiamo testualmente ciò che riporta il suo sito: http://www.fedic.it

“E' sicuramente la struttura che da maggior tempo si occupa dell'universo del cortometraggio, della sua peculiare vocazione alla sperimentazione del linguaggio, dei problemi riguardanti la produzione e degli aspetti normativi che oggi possono preparare il terreno ad una più probabile, sistematica distribuzione delle opere. L'attenzione, comunque, è rivolta ai vari formati e a tutti gli aspetti del cinema, allo scopo di fornire supporto e occasioni di crescita culturale ad associati e non. Non si tratta quindi di un'associazione di categoria, come quelle degli autori, degli esercenti e tutte le altre, ma di una Federazione nei cui Circoli, oggi eterogeneamente composti, si ritrovano, a diverso titolo, autori, registi, studiosi di cinema, musicisti (che abbiano composto o intendano comporre colonne sonore), docenti interessati all'insegnamento del cinema o all'uso didattico di esso e appassionati cinefili. Tutti concordi nel prestare attenzione al cinema d'autore”.

Riteniamo che il cinema che trattiamo in queste pagine, non in maniera esaustiva, abbia una notevole valenza culturale.

Ecco la consapevole importanza di questo parente “povero” del cinema, ma di tutto rispetto, che, con la sua esiguità di mezzi, ha una forza di penetrazione diversa dal cinema ufficiale che, con le sue logiche commerciali, non può avere.

Grandi storie condensate in pochi minuti, corti girati in super8, in video, figli apparentemente minori ma capaci di dare dignità al cinema perché girati con tanta passione, senza concessioni, con mille difficoltà, privi di distribuzione, senza patire le ossessioni di “sfondare”, di “vincere”, di “vendere”, rappresentano un patrimonio culturale sostanziale.

 “Nessun autore sa in fondo cosa gli è stato concesso creare” (J.Luis Borges).

Questa cultura deve tornare alla luce dai sotterranei dell’emarginazione.

Un grande contributo a questo progetto è dato dalla nostra Federazione con i suoi cineclub radicati su tutto il territorio nazionale. Una federazione di cineclub d’autori che sostiene e divulga opere di autori che altrimenti resterebbero ignorati.

Al suo attivo, un festival nazionale a San Giovanni Valdarno, un festival internazionale a Montecatini; tante altre rassegne in tutta Italia con collegamenti internazionali come L’UNICA: Union International du Cinema d'Amateur, rappresentata da 33 paesi; una fondazione Cineteca Nazionale Fedic, con un archivio filmico, unico, eccezionale, a disposizione di tutti, compresi studenti, per la semplice visione e/o studio, spesso utilizzato anche per preparazione tesi di laurea sul cinema indipendente e sulla ricostruzione del passato di questa federazione raccontata attraverso le opere dei suoi autori; Cortoweb.it punto di riferimento fondamentale per gli autori nella rete internet, il più grande database di cortometraggi e sceneggiature in streaming on-line, liberamente consultabile in internet, creatura della fedic che rende universali e libere le proiezioni dei corti in rete. Tutto questo a titolo volontario, un grande sforzo sostenuto dalla forza della passione.

In tutti questi anni il sodalizio si è sempre impegnato a salvaguardare il patrimonio artistico del cinema indipendente assumendosi l’onere di raccogliere, distribuire, indicizzare, con i suoi autori, aspetti ed eventi dove il cinema professionale ha raramente puntato le sue ottiche costituendo, così, una vera e propria documentazione altrimenti smarrita.

Validi autori sono annoverati tra i suoi iscritti, maestri nell’arte di raccontare per immagini con opere che possono talvolta costare il prezzo della sola videocassetta.

Vogliamo citare tra i più attuali, Ettore Ferettini, Cineclub Roma, classe 1925-2008. Militante della Fedic dal 1967. Ha realizzato numerosi film a partire dall’ 8 mm per poi passare al Super 8 e solo di recente convertito al video; Mino Crocè, Cineclub Casale Monferrato/Milano, classe 1934. E’ il socio che vanta maggior anzianità di “servizio” dal 1953 (con Piero Livi e Nando Scanu arrivati appena dopo). Ha firmato più di 50 corti e mediometraggi, sia a soggetto che a carattere documentario e industriale; Rolf Mandolesi, Cineclub Merano, classe 1933, iscritto dal 1961. Realizza circa 40 opere, in 8 mm, super 8, video, sia documentari che a soggetti; Rossana Molinatti, Cineclub Venezia, classe 1930, tesserata dal 1977. artista. Ha iniziato realizzando cortometraggi in 8 mm passando oggi al digitale.  Marco Felloni, Cineclub Ferrara, classe 1938-2010, socio dal 1970. Filmaker, scrittore, attore, editore. Dedito a complesse tematiche, introspettivo-filosofico. Regista teatrale, è anche autore di opere teatrali e narrative. Piero Livi Olbia/Roma, Cineclub Sassari classe 1925. Autore in pellicola di numerose opere, firma nel 1969 il suo primo lungometraggio per le sale, proseguendo con altre pellicole uscite recentemente nei cinema seppur con grandi difficoltà di distribuzione; Nando Scanu, Cineclub Sassari, pioniere del cinema d'amatore e di impegno.

La fedic, nel corso degli anni ha sponsorizzato tanti autori, questi citati sono solo indicativi, segno della vitalità che ancora esprimono e che sanno dare con le loro opere, esempio per i giovani, nuovi iscritti, di come utilizzare il cinema come strumento fondamentale per esprimersi e restare liberi.

Questi autori ben hanno saputo interpretare quanto uno dei più lucidi esponenti della Fedic auspicava; citiamo Giampaolo Bernagozzi (1926/1986), intellettuale e autore animato da sofferta passione civile e politica. In uno dei suoi ultimi interventi parlava del cinema degli autori della Federazione come opere di invenzione, sperimentazione, impegno, denuncia, proposta.  Esortava inoltre a prestare attenzione  “alle cinematografie emergenti, a quelle del terzo mondo, a quelle dell’Africa nera… sul cinema delle donne, su quello dell’eros, della scuola, dell’emarginazione, dell’intolleranza, della povertà in Europa e sulle contraddizioni del sistema politico ed economico”, insistendo sulle possibili soluzioni sulla nuova povertà, “quella che ingigantisce all’ombra in una apparente facilità di esistere”.   

“Il giorno che la macchina da presa sarà nelle mani di tutti, sarà giorno di rivolta” (Cesare Zavattini).

E’ arrivato quel giorno che la videocamera, mezzo democratico, a prezzi contenuti, è ormai nelle mani di tutti, dando a molti la possibilità di sviluppare le idee, rivelare i sentimenti, documentare la realtà e comunicare/condividere ad altri/con altri, attraverso immagini, il proprio punto di vista, moltiplicando gli ambiti, come sorta di resistenza a qualsiasi malsana volontà di censura. Ci troverà sempre d’accordo l’obiettivo di rendere più numerose le idee in modo che non vi siano guardiani sufficienti per controllarle.

L’attività di tutti gli autori indipendenti “autoprodotti” e “autodistribuiti”, è ancora oggi più importante di ieri, in questa “società dello spettacolo” con mezzi di comunicazione, cinema, TV, radio e giornali che rischiano di diventare sempre di più strumenti a favore del “regnante” di turno;

Il cinema indipendente, oggi come ieri e ancora di più domani, come libera espressione contro ogni fabbrica del consenso e di consumo.

Angelo Tantaro

PRESIDENTI FEDIC

Tito Marconi (Roma) la leggenda dice che da semplice strappa biglietti in un cinema ne diventa proprietario e poi ancora proprietario di tanti altri cinema diventando un facoltoso benestante. Presidente di Cinecittà. Nel 1956/57 fu presidente dell’Unica.

Gianni De Tomasi (Roma) proveniente dal Ministero della Cultura Popolare, ispettore generale della Presidenza del Consiglio dei Ministrì, competente per il settore spettacolo, commissione censura. Fu delegato all'UNICA fin dal 1937 e fu eletto Presidente a Salerno nel 1968, carica che ricoprì fino al 1970. Dal 1968 al 1972 presidente dell’UNICA.

Adriano Asti (la Spezia) classe 1926, ufficiale della marina militare, dopo aver costituito il cineclub di La Spezia, dove realizza i suoi primi film, si trasferisce a Roma diviene ammiraglio presso il Ministero della Marina, responsabile dell’ufficio cinema, riferimento alle esigenze delle produzioni cinematografiche che si dovevano avvalere di mezzi e attrezzature e uomini della Difesa. Ha scritto anche come soggettista e sceneggiatore di alcuni film per il cinema commerciale. Alla morte di De Tomasi, divenne presidente della Fedic.  

Giorgio Garibaldi  (Roma) Medico radiologo oculista presso l’ospedale oftalmico di Roma, prima ancora lavorava presso l’ospedale pedriatico Bambin Gesù, si mise in testa di fondare un sindacato e fu cacciato. Fu presidente dal 1982/1987). Morto il 14 aprile 2007.                 

Adriano Asti  di nuovo Presidente fino al 1989. 

Giovanni Icardi (Montecatini) Medico chirurgo, molto impegnato politicamente a sinistra, eletto anche nel consiglio comunale di Montecatini ricoprendo un’assessorato. Molto apprezzato è ricordato come una persona molto serena, fu presidente fino allla sua morte improvvisa per un infarto nel 1994.

Massimo Maisetti (Milano) Direttore dell’Istituto per lo Studio del Cinema di Animazione di Milano e critico cinematografico, dal 1995 curatore dell’importante rassegna “Cinema e psicoanalisi”. 

CINETECA NAZIONALE FEDIC

Istituita nel 1980 come "Centro di documentazione audiovisiva Adriano Asti", e' dedicata a un presidente della Fedic che l'ha voluta e creata con gli amici di San Giovanni Valdarno.
La Cineteca Nazionale, che ha sede a San Giovanni Valdarno (AR), conserva oggi opere in 8mm, Super8, 16mm che datano dagli Anni Cinquanta ai giorni nostri.

Nel corso del tempo il valore e l'importanza della struttura sono andate crescendo.
Anche grazie alla collaborazione della Mediateca Regionale Toscana sono entrate in archivio numerose opere premiate nelle varie edizioni della Mostra internazionale FilmVideo di Montecatini Terme.
Si tratta di opere nate da produzioni indipendenti italiane e straniere.
Sono disponibili circa tremila titoli in continuo aumento.
Si tratta della più imponente raccolta organizzata in Italia per quanto riguarda il cortometraggio.
Il database elettronico della Cineteca permette una ricerca veloce e precisa.

Per i soci Fedic e' anche possibile visionare i video richiedendo alla Fedic una videocassetta nel formato desiderato o un DVD. Presso la cineteca sono custodite anche publicazioni e tesi di laurea sul cinema. Presidente Daniele Corsi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   

FESTIVAL ISTITUZIONALI FEDIC

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Quella che raccontiamo è la storia di un cineclub di Autori che negli ultimi 62 anni ha prodotto un numero consistente di opere a costo praticamente zero. Lo ha fatto anche per il supporto dato dalla Federazione Italiana Cineclub cui ha da sempre aderito.

Immaginiamo che queste opere saranno nutrite oltre che d’immagini e di intelligenza, di grande passione e di desiderio di voler comunicare.

Il più delle volte non siamo professionisti. Siamo semplici Autori interessati alle espressioni umane, cioè a noi stessi e a chi ci sta intorno.

Queste autoproduzioni sono boccate di ossigeno dentro l’asfissia della civiltà delle immagini e della comunicazione, provincialmente aristocratica, in cui vivacchia la teoria cinematografica interessata a vendere biglietti e, in genere, al commercio della cultura, così bloccata nella difesa della propria corporazione di mestieranti narcisisti ma finalmente, con l’evento delle nuove tecnologie, sempre meno elitaria.

In particolare per i giovani, a cui piace comunicare ed hanno molto da esprimere, questo volumetto deve essere un’introduzione per poter in seguito approfondire i temi in materia di informazione e scoprire che la videocamera nelle mani del popolo e di gruppi militanti è più forte dei discorsi e dei volantini; nel campo della partecipazione alla creatività; a riguardo della “condivisione” alla proprietà delle opere soprattutto dopo la “riproducibilità tecnica” dell’arte, l’avvento dei mass media e scoprire, ad esempio, che un “videoamatore” può essere più grande di un famoso cineasta.

Le premesse ci sono e lasciano ben sperare immergendosi in una visione in una qualsiasi delle nostre rassegne, in particolare rilievo il Valdarno Cinema Fedic e il FilmVideo Montecatini Cinema.

Il cinema di cui parliamo noi non è quello dei puristi, ma quello in stretta relazione con il reale, con un pubblico che svegliatosi dal sogno della “società dello spettacolo” sappia vedere oltre i prodotti forniti da aziende di produzione e da registi mercantili sempre disponibili alla prostituzione culturale. Non ignoriamo che il desiderio di esprimersi e di comunicare liberamente è generato soprattutto da un’ epoca che crea tale bisogno come moto di ribellione. 

Il Cineclub Roma è nato nel febbraio del 1955. ma solo ufficialmente in quell’anno perché già dal 1947 troviamo tracce consistenti nella fondazione della Fedic. Autori del Cine Club Roma partecipavano al primo festival organizzato dalla FEDIC a Montecatini come appartenenti al Cine Club.

Via Pordenone, 26 Roma all'Appio Tuscolano, già sede del Cineclub Roma fino al 2002 circa. Qui nel sottosuolo c'era il laboratorio "Fog Video" di Luciano Galluzzi, presidente del Cineclub prima di Angelo Tantaro. Ogni venerdì sera diventava il luogo di incontro tra tutti i soci del Cineclub. Quando Luciano chiuse l'attività perchè ormai anziano, il cineclub senza sede si riuniva nei bar, nelle trattorie così tanto per incontrarsi e non perdersi di vista. Poi fu ospitato, gratuitamente, nella sede di un partito nel quartiere San Lorenzo. Ora si riunisce in via dei primati sportivi 98 all'EUR ospiti di uno studio di post produzione di proprietà di un socio. 

Tra i vari soci che si sono succeduti, Autori di grande sensibilità e creatività, fermamente convinti di dover in ogni modo concorrere alla resistenza dell’essere Autore in difesa ad oltranza dell’effimero, convinti che chiunque lo voglia, possa liberamente esprimersi.

Alla sensibilità dei nostri Autori, alla buona volontà di noi tutti, è affidato il desiderio di superarci in modo di poter sempre meglio esprimere la nostra visione della vita attraverso il mezzo che abbiamo scelto: “l’immagine in movimento”.

Siamo grati alla FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub) che ha mostrato e mostrerà, alcune volte premiando, gli artisti dotati di talento e di impegno civile. Ci ha accolto e aiutato a raggiungere sempre nuovi spettatori. Ci ha tenuto uniti, ci ha informato e diretti nel comune, giusto sentire di esseri liberi.

La Nostra StoriaNon è possibile iniziare la nostra storia se non parliamo delle FEDIC (Federazione Italiana Cineclub) a cui la nostra avventura si intreccia da prima delle origini.  Angelo Tantaro

Via Pordenone, 26 Roma all'Appio Tuscolano, già sede del Cineclub Roma fino al 2002 circa. Qui nel sottosuolo c'era il laboratorio "Fog Video" di Luciano Galluzzi, presidente del Cineclub prima di Angelo Tantaro. Ogni venerdì sera diventava il luogo di incontro tra tutti i soci del Cineclub. Quando Luciano chiuse l'attività perchè ormai anziano, il cineclub senza sede si riuniva nei bar, nelle trattorie così tanto per incontrarsi e non perdersi di vista. Poi fu ospitato, gratuitamente, nella sede di un partito nel quartiere San Lorenzo. Ora si riunisce in via dei primati sportivi 98 all'EUR ospiti di uno studio di post produzione di proprietà di un socio.

 

 

 

Come Aderire

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Modalità d'iscrizione al Cineclub

La quota viene stabilita di anno in anno dall'Assemblea dei soci e può essere versata possibilmente a mano in una riunione del Cineclub o, in alternativa, per corrispondenza utilizzando un assegno/bonifico. In questo caso scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per ulteriori info.

Ricordiamo che i benefici, oltre a quelli di sostenere le nostre iniziative, sono:

  • Partecipazione a tutte le attività del Cineclub;
  • Abbonamento al foglio fedicNotizie e al filmVideo NEWS;
  • Partecipazione a particolarissime condizioni a numerosi festival convenzionati (ospitalità) e accredito culturale alla Mostra del Cinema di Venezia;
  • Iscrizione gratuita a tutti i festival del circuito Fedic (Fano,Valdarno, Montecatini, Chianciano, 16corto Forlì; Sardinia ecc... );
  • Possibilità di visibilità delle tue opere e scritti sull’editoria della Fedic  (siti, pubblicazioni ecc..) nonché nello spazio fedic Cinema alla Mostra di Venezia;
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Il Cineclub Roma, costituito nel 1949, è un’Associazione no-profit nata per il sostegno del cinema indipendente e l’approfondimento della cultura cinematografica.

Chi siamo

... I successori dei ragazzi che volevano fare cinema e nel luglio 1949 si incontrarono a Montecatini, provenienti da tutta Italia, per fondare il festival e la Fedic (Federazione Italiana Cineclub).

Le origini: il cinematorismo 1949 1970
Alle origini della Fedic e del Concorso nazionale del Cinema d’Amatore c’è la voglia di un confronto tra gli autori che realizzano film “a formato ridotto” (cioè su pellicola 8 mm, poi Super 8, in casi più rari 16 mm), producendo opere in totale autonomia, senza i condizionamenti indotti dal mercato e dall’industria. Sono dei “cineamatori”, non solo cineasti della domenica, ma anche innamorati del cinema, con la voglia di farlo a modo proprio da indipendenti.In tempi più recenti sono stati ribattezzati film makers o filmakers, sempre con opere normalmente escluse dalle sale cinematografiche, viste quasi in esclusiva all’interno dei cineclub associati o nelle rassegne che, con l’avvento delle telecamere e del digitale, si moltiplicarono seguendo l’esempio di Montecatini FilmVideo.

Il cinema alternativo 1971 1985
Negli anni Settanta irrompe la contestazione anche nel mondo ovattato dei “cineamatori”. L’assenza di un mercato e di un’industria convince il movimento della Fedic e molti critici e studiosi indipendenti che il “cineamatorismo” ed i “filmaker” non sono altro che gli antesignani della vera libertà di espressione. Il pauperismo dell’opera “a passo ridotto” viene concepita come valore fondante e come parametro per misurare le capacità alternative di invenzione e di sperimentazione. Il movimento assorbe varie influenze culturali, la pop-art, il minimalismo, l’astrattismo e il post-cubismo per ribadire l’assoluta necessità per l’autore di sperimentare nuove tecniche, nuovi linguaggi e codici di accesso all’arte espressiva.

Dalla pellicola all'elettronica 1986 2000
La rivoluzione tecnologica è alle porte e il supporto chimico, dato dalla pellicola, sta per subire un attacco decisivo. Nasce il “video”, cioè la possibilità di girare e montare non più con pellicola ad emulsione chimica ma su un supporto magnetico che registra direttamente le immagini e le riproduce senza il passaggio in laboratorio. Per il movimento della Fedic è un cambiamento epocale, perché gli autori sono ora in grado di abbattere i costi di produzione e dare risalto al loro impegno di documentazione della realtà.

Il terzo millennio 2000 2010

Le tracce del “cineamatorismo” delle origini sono oramai sparse nella memoria e nella storia. L’affermazione della Rete (Internet) consente una diffusione delle immagini mai fino ad ora sperimentata. L’autore Fedic, però, sembra rimanere ancorato ad un’idea “autoriale” del proprio lavoro e, per molti versi, emarginante. L’idea anticipatrice di Walter Benjamin, di un’opera espressiva oramai priva della sua unicità, stenta ad affermarsi proprio nel momento in cui la Rete dimostra l’esattezza dell’intuizione originaria: quella di diventare l’avamposto di una nuova libertà individuale, che poi diviene patrimonio collettivo, che non deve necessariamente passare attraverso il mercato capitalistico.  (a cura di angelo tantaro)

Attività del Cineclub

Ci riuniamo solitamente il venerdì sera, vediamo corti autoprodotti, li commentiamo. Parliamo di sceneggiature, di progetti da realizzare, discutiamo di cinema come approfondimento culturale. Se vuoi farci vedere le tue opere o solamente partecipare come spettatore, contattaci sarai invitato/a. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Non è obbligatorio iscriversi, non si paga nessun obolo.